giovedì 9 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Quarto giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Quarto giorno
La maternità virginale glorificata1
La solennità dell’Assunzione può chiamarsi la festa della virginità maternizzata e glorificata. Iddio con la sua virtù onnipotente aveva preservato Maria dalla macchia, dala reato, dal fomite. Niente di scuro nel suo intelletto, niente d’insoave nel corpo che accennasse a corruttela e richiamasse alla terra. Tuttavia, la virginità dell’amore splendeva in Lei, perché Ella doveva concepire e partorire Dio nella carne.
Venne il fausto giorno e l’Arcangelo la salutò piena di grazia e le annunziò il mistero del Verbo che doveva umanarsi in lei e rendersi frutto delle sue viscere. Ed ecco l’Incarnazione. Dio Padre e Maria hanno un medesimo Figlio; Gesù è il medesimo termine sostanziale della loro virginale fecondità. La divina giustizia non consentì che la corruzione toccasse il corpo di lei, in che si ascose il Figlio di Dio fatto carne. La bellezza del verbo e gli ardori dello Spirito Santo doveano ammantarla nel giorno del suo trionfo e farle un diadema di chiarezza. Dio doveva versare a ondate la felicità nell’anima di Colei che fu Madre e nutrice dell’Unigenito suo. Poteva la Rosa in che il Verbo si fece carne vivere altrove che in Paradiso? Poteva non essere tutta intera lassù dove il divino Fiore, germinato da lei, splende ed olezza? Poteva la Seconda Eva, la verca madre dei viventi soggiornare altrove che nell’Eden eterno? E lassù vive di fatto, letificando i santi che sono la sua famiglia celeste, ma non dimentica noi che siamo la sua famiglia terrena.
Oremus
Oh! Immacolata Madre di Dio, voi abbellite col vostro sorriso l’eterna festa. Il vostro volto e il seno conservano le radiose impronte delle labbra e dei baci del Figliuolo di Dio. Ricordate a lui questi baci, mostrategli il seno delle vostre ineffabili misericordie e inteneritelo verso di noi miserabili e perduti. Vedete, o Madre, come i peccati e gli orogli ci fanno ribelli a Dio e alla sua legge e chiamano l’ira celeste sul nostro capo. Intercedete per noi, otteneteci il perdono, preparateci più mite il giudizio, educateci al cielo, ove possiamo vedervi e un giorno allo splendore del vostro volto bearci.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

© Riproduzione riservata

Nessun commento:

Posta un commento