Novena in
preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le
meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Quarto giorno
La
maternità virginale glorificata1
La solennità dell’Assunzione può chiamarsi la festa della
virginità maternizzata e glorificata. Iddio con la sua virtù onnipotente aveva
preservato Maria dalla macchia, dala reato, dal fomite. Niente di scuro nel suo
intelletto, niente d’insoave nel corpo che accennasse a corruttela e
richiamasse alla terra. Tuttavia, la virginità dell’amore splendeva in Lei,
perché Ella doveva concepire e partorire Dio nella carne.
Venne il fausto giorno e l’Arcangelo la salutò piena di
grazia e le annunziò il mistero del Verbo che doveva umanarsi in lei e rendersi
frutto delle sue viscere. Ed ecco l’Incarnazione. Dio Padre e Maria hanno un
medesimo Figlio; Gesù è il medesimo termine sostanziale della loro virginale
fecondità. La divina giustizia non consentì che la corruzione toccasse il corpo
di lei, in che si ascose il Figlio di Dio fatto carne. La bellezza del verbo e
gli ardori dello Spirito Santo doveano ammantarla nel giorno del suo trionfo e
farle un diadema di chiarezza. Dio doveva versare a ondate la felicità nell’anima
di Colei che fu Madre e nutrice dell’Unigenito suo. Poteva la Rosa in che il
Verbo si fece carne vivere altrove che in Paradiso? Poteva non essere tutta
intera lassù dove il divino Fiore, germinato da lei, splende ed olezza? Poteva
la Seconda Eva, la verca madre dei viventi soggiornare altrove che nell’Eden
eterno? E lassù vive di fatto, letificando i santi che sono la sua famiglia
celeste, ma non dimentica noi che siamo la sua famiglia terrena.
Oremus
Oh! Immacolata Madre di Dio, voi abbellite col vostro
sorriso l’eterna festa. Il vostro volto e il seno conservano le radiose
impronte delle labbra e dei baci del Figliuolo di Dio. Ricordate a lui questi
baci, mostrategli il seno delle vostre ineffabili misericordie e inteneritelo
verso di noi miserabili e perduti. Vedete, o Madre, come i peccati e gli orogli
ci fanno ribelli a Dio e alla sua legge e chiamano l’ira celeste sul nostro
capo. Intercedete per noi, otteneteci il perdono, preparateci più mite il
giudizio, educateci al cielo, ove possiamo vedervi e un giorno allo splendore
del vostro volto bearci.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di
santità verginale, in «Nihil
volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)
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