Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Nono giorno
Maria, Regina dei santi. Avvocata e Madre degli uomini1.
A Maria Vergine incoronata, posta in trono con lo scettro
e la porpora sfavillante, che è il suo corpo glorificato, applaude tutta la
corte celeste. Acclamazioni festive e trionfali degli angioli e dei santi. Al
nome di Lei, come al nome di Colui che è il frutto del suo seno, ogni ginocchio
in cielo, in terra, nell’abisso s’incurva. Ella nello specchio dell’Increata
essenza vede i nostri bisogni, i nostri pericoli, e a Lei non fallisce del soccorrerci né la
volontà, né il potere. Levata a tanta cima di gloria, Maria esercita un
patrocinio in pro nostro presso il suo Figlio divino. Alle parole di grazia, ai
sorrisi dell’Immacolata madre, Gesù effonde tesori di amore sopra i redenti. Di
tutti i miserabili è avvocata Maria. La Trinità l’ha creata così bella e l’ha
fatta così grande per noi. Un cuore di sorella, di Regina palpita in Cielo per
noi. Ella fu creata per le delizie di Dio e per le necessità dell’uomo. Ella è
potentissima e impera a tutto e volge ambe le chiavi del cuore di Dio. Ella è amatissima
di noi e vuol farci il bene verace. Nei beati versa gioie; per noi prega e i
nostri nomi, i nostri dolori legge nell’essenza eterna di Dio, che è il suo
libro e il suo specchio. Ci aspetta e chiama lassù e fa cenno con mano a noi
per animarci a correre. E’ una bellezza senza macchia che incanta, un’umiltà
senza fondo che rapisce, una tenerezza senza limiti che ci fa piangere. Chi
soffre ha bisogno di un appoggio, e niente di meglio che appoggiarsi ad una
Vergine che ha braccia e cuore di Madre.
Se essa volesse cercare coi virginali occhi la base sopra
cui sorge l’edificio della sua gloria, gli angeli le additerebbero quaggiù, in
fondo alla valle del pianto, la nostra miseria. Ella, dunque, non può obliare
questo fondo di tenebre nel giardino del suo trionfo.
Oremus
O Vergine benedetta, Voi siete diventata per gli Angioli
una gioia cui la parola non può esprimere; pei patriarchi una dilettazione
eterna; pei giusti un’allegria ineffabile; per i profeti un tripudio; pel mondo
intiero una benedizione.
Sublime donna, vi diremo col santo vescovo Ildeberto, il
Cielo per la vostra mediazioni s’inchina verso la terra; la vostra bellezza fa
impallidire i raggi dell’angelica luce; tutta la corte dei celesti volge i suoi
sguardi verso di Voi.
Oh! Maria, stelle maris, bianca turris eburnea, speculum
paradisi, sorgente di misericordia, principio di vita, O Bellissima e Santissima
Vergine addio! Scala benedetta del Cielo, mistico incensiere, tesoro dei divini
profumi, o Madre e Regina dolcissima e
clementissima addio!
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di
santità verginale, in «Nihil
volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)
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