martedì 14 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Nono giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Nono giorno
Maria, Regina dei santi. Avvocata e Madre degli uomini1.
A Maria Vergine incoronata, posta in trono con lo scettro e la porpora sfavillante, che è il suo corpo glorificato, applaude tutta la corte celeste. Acclamazioni festive e trionfali degli angioli e dei santi. Al nome di Lei, come al nome di Colui che è il frutto del suo seno, ogni ginocchio in cielo, in terra, nell’abisso s’incurva. Ella nello specchio dell’Increata essenza vede i nostri bisogni, i nostri pericoli,  e a Lei non fallisce del soccorrerci né la volontà, né il potere. Levata a tanta cima di gloria, Maria esercita un patrocinio in pro nostro presso il suo Figlio divino. Alle parole di grazia, ai sorrisi dell’Immacolata madre, Gesù effonde tesori di amore sopra i redenti. Di tutti i miserabili è avvocata Maria. La Trinità l’ha creata così bella e l’ha fatta così grande per noi. Un cuore di sorella, di Regina palpita in Cielo per noi. Ella fu creata per le delizie di Dio e per le necessità dell’uomo. Ella è potentissima e impera a tutto e volge ambe le chiavi del cuore di Dio. Ella è amatissima di noi e vuol farci il bene verace. Nei beati versa gioie; per noi prega e i nostri nomi, i nostri dolori legge nell’essenza eterna di Dio, che è il suo libro e il suo specchio. Ci aspetta e chiama lassù e fa cenno con mano a noi per animarci a correre. E’ una bellezza senza macchia che incanta, un’umiltà senza fondo che rapisce, una tenerezza senza limiti che ci fa piangere. Chi soffre ha bisogno di un appoggio, e niente di meglio che appoggiarsi ad una Vergine che ha braccia e cuore di Madre.
Se essa volesse cercare coi virginali occhi la base sopra cui sorge l’edificio della sua gloria, gli angeli le additerebbero quaggiù, in fondo alla valle del pianto, la nostra miseria. Ella, dunque, non può obliare questo fondo di tenebre nel giardino del suo trionfo.

Oremus
O Vergine benedetta, Voi siete diventata per gli Angioli una gioia cui la parola non può esprimere; pei patriarchi una dilettazione eterna; pei giusti un’allegria ineffabile; per i profeti un tripudio; pel mondo intiero una benedizione.
Sublime donna, vi diremo col santo vescovo Ildeberto, il Cielo per la vostra mediazioni s’inchina verso la terra; la vostra bellezza fa impallidire i raggi dell’angelica luce; tutta la corte dei celesti volge i suoi sguardi verso di Voi.
Oh! Maria, stelle maris, bianca turris eburnea, speculum paradisi, sorgente di misericordia, principio di vita, O Bellissima e Santissima Vergine addio! Scala benedetta del Cielo, mistico incensiere, tesoro dei divini profumi,  o Madre e Regina dolcissima e clementissima addio!
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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lunedì 13 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Ottavo giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Ottavo giorno
Maria incoronata dalla SS.ma Trinità1

Celebriamo la grandezza della gloria di Maria incoronata della SS.ma Trinità, e ai raggi della sua virginale bellezza scaldiamoci.
Maria fu perfetta glorificatrice della Trinità: il Padre per lei ebbe potestà sul Verbo incarnato; il Figlio per la carne che assunse in lei conquistò la gloria di Redentore; lo Spirito Santo in lei fu fecondo e produsse l’umanità di Cristo e la Chiesa. Glorificatrice delle tre divine persone, Maria doveva essere da esse glorificata. Il Padre la incoronò col diadema della potenza sì che Ella potesse fare quanto le fosse in grado. Il Verbo la incoronò col diadema della Sapienza sì che Ella penetrasse i segreti della divinità e del governamento dell’universo. Lo Spirito santo la incoronò col diadema della misericordia sì che Ella avesse viscere di dolce e maternale pietà. Questa effusione di potenza, di sapienza, di misericordia, fatta in Lei dalle tre divine persone è il suo incoronamento glorioso. Dio fece l’estremo della possanza per esaltare Maria. Nelle profondità di quell’anima santissima che conobbe e amò quanto una creatura schietta poteva, la Trinità diffuse le sue chiarezze e ricambiata d’immacolato amore trovò sovrane delizie. La Vergine fu paradiso di Dio uno e trino, e la Trinità volle tutta intera incoronarla nel Cielo dei cieli, e convolgerla nel limpido cerchio dell’essenza infinita. Chi può fissare lo sguardo nella beatifica luce nella quale s’immerge immedesimata com’è al Dio tre volte santo? Nell’abbracciamento del Verbo quasi sparisce, assorbita nel lume in circoscritto, e la persona di lei si avvolger nella veste di sole. Le dodici stelle che incoronano il virginale capo rappresentano le chiarezze e gli attributi di Dio, che si riflettono nell’anima e nel corpo virginale. La Trinità diede a Lei il suo bacio eterno e la elevò sul suo stesso trono. E noi prostrati ai gradini del trono della divina Signora, diciamole con san Bernardo
Oremus
O Vergine Santa, nel miglior modo che abbiamo potuto noi vi abbiamo accompagnata coi nostri voti nella vostra Assunzione e vi abbiamo seguita almeno da lungi. Ottenete con le vostre preghiere il perdono ai colpevoli, la guarigione ai malati, la forza ai deboli, la consolazione ai tribolati, il soccorso ai vacillanti, a tutti la salute. E i vostri poveri servi che invocano con lode il vostri nome così dolce di Maria, risentano per Voi, clemente Regina, le copie abbondanti delle grazie di Gesù Cristo, vostro Figlio, che è Dio benedetto nei secoli.
Amen.

Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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domenica 12 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Settimo giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Settimo giorno1
Maria esaltata su tutti gli angelici Cori

La santa genitrice di Dio è stata esaltata sopra tutti i cori degli Angeli, nel regno celeste. Rallegriamoci colgi angelic, benediciamo il Signore. Maria inferiore agli angeli per natura li vinse per la dignità e per la grazia. Ella fu così santa, e nel corpo corruttibile operò così perfettamente che gittò nello stupore la natura angelica, e fu più bella che tutto l’esercito degli Angioli. I Cherubini non adeguano gli splendori della sapienza che il Verbo effuse nella sua Madre; i Serafini non hanno ardori che pareggiano gli ardori che lo Spirito santo accese nel cuore della sua Sposa; i Troni non sono così posseduti dall’eterna Divinità come Ella ne è posseduta; né le Dominazioni, né le Podestà hanno tanto glorioso impero sulla creazione e sui maligni spiriti, quanto ne ha la Vergine che è Madre del creatore. La purità, l’umiltà, il fervore di tutti gli Angioli non si agguagliano alla virignità di Maria, così umile che colmò nell’abissarsi il vuoto lasciato da tutte le creature; così fervida che parve una fiamma struggentesi in olocausto d’ineffabile amore. Su tutti i cieli, su tutti gli angioli, culla cima dell’empireo Maria in corpo e in anima vive, splende, fiorisce. E’ nella gioventù, cioè nello splendore della conoscenza, nel fiore della bellezza, nella freschezza delle forze. Dio col guardarla sempre le manda fulgori eterni ed Ella è come il sorriso dell’increata bellezza. La luce della tre divine persone sgorga nell’anima di Maria e si effonde nel virginale corpo e lo ammanta d’incorruzione. Quindi, la chiarezza trascendente che veste la Vergine e la rende come un sole. Nel volto di lei il Dio onnipotente s’imprime col suo splendore e lasciandola nel dolce sentimento di creatura, la fa un altro sé per la gloria. Bellezza creata, ma rapitrice del Creatore, che baciandola le s’infonde tutto e la fa radiosa della sua luce e vivente della sua vita. Chi può levarsi lassù e parlare delle magnificenze onde seppe un Dio onorare la Vergine sortita ad essergli madre? E’ festa più da angioli cha da uomini, e noi, levando i nostri sguardi ammirati e innamorati alla Vergine così piena di venustà e di bellezza, cerchiamo d’intenerirla.
Oremus
Oh! Maria la vostra bellezza fa impallidire i raggi dell’angelica luce. Tutta la corte celeste volge i suoi sguardi verso di Voi. Gli Angioli di tutte le gerarchie inneggiano e lodano Iddio che vi elevò a tanta altezza. Il loro canto di eco in eco giunge fino alla terra, ma indebolito, e noi restianmo mesti e piangenti, gridando a Voi. Non ci rimane altra speranza, altro rifugio, che Voi. Il nostro cuore si attacca al lembo della veste di sole che vi ammanta per implorare pietà e chiedervi grazia, misericordia e perdono.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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sabato 11 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Sesto giorno

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Sesto giorno
L’umiltà nella gloria1

Perché Maria fu assunta al Cielo? Ella si era tanto umiliata e Dio la esaltò. E’ fatta Madre di Dio e si chiama ancella. Non è debitrice al dolore e alla morte e patisce e muore. Bisognava insediare Maria sul trono della gloria e questo fece l’umiltà. L’umiltà spogliò Maria di tutti i suoi vantaggi nel mondo, le fece coprire la sua dignità coll’ombra di serva. L’umiltà le fece coprire la sua purità incomparabile con le apparenze del peccato, si mescolò al volgo dei peccatori, purificandosi nel Tempio. L’umiltà le fece sostenere la perdita di Gesù che, tornando a Dio, lasciò san Giovanni in suo luogo. L’umiltà avea spogliato dei suoi vantaggi e pregi Maria e l’umiltà fu quella che l’ammantò di splendori.
Era l’umile amore immacolato che dalla terra si alzava al cielo per ritrovare la eternale sua fonte, l’eterno suo focolare. La più umile delle creature fu elevata al sommo dei cieli e insediata sul trono stesso di Dio. E’ una polvere che glorificò Dio sulla terra e ora lo glorifica in cielo. E’ l’amore più puro e più umile che s’inabissa di tutta forza nel suo nulla per non essere ingrato all’onnipotente che la sortì a tanta altezza.
Gesù le venne incontro, riprese i suoi diritti e la presentò agli sguardi e all’ammirazione degli immortali. “Ecco! – disse Gesù all’adorabile Padre suo-; ecco Colei che ebbe comune con Voi la fecondità virginale e formò la carne che io presi in terra; Ecco – disse allo Spirito santo- Colei che nell’alito del Vostro bacio per estasi mi concepì e mi effuse al mondo. Pura come il raggio del sole è la mia Madre; puro ineffabilmente è il suo seno, e simile al seno, ove nacqui ab aeterno negli splendori dei santi. E nel dire così Gesù la convolse nel cerchio immenso della felicità celestiale.
Oremus
Oh! Maria cantate ora nel cielo il Magnificat dell’Assunzione, che è proprio il cantico della vostra umiltà glorificata. Il vostro spirito esulti nel Dio Salvatore, poiché Voi siete stata salvata per eccellenza, cioè affrancata dal male, colmata di beni, esaltata, beatificata. L’anima vostra trabocchi nel giubilo e solennizzi la grandezza di Dio che ha riguardato la bassezza della sua ancella. Noi vi chiamiamo beata e restiamo attoniti e mesti, davanti all’umile amore del suo trionfo. Guardateci, o benedetta, e ottenete a noi l’umiltà che ci attiri la grazia nel tempo e ci incoroni nel cielo.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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venerdì 10 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Quinto giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Quinto giorno
Maria coglie per prima l’ultimo frutto della Redenzione

Maria SS.ma aveva concepito il figlio di Dio per estasi e di Spirito Santo. Aveva formato della sostanza sua il redentore; era stata pietosa corredentrice e doveva cogliere della Redenzione l’ultimo frutto. Maria stette presso la Croce, mirò lo strazio e sentì lo spasimo delle piaghe adorate. Fu trafitta dalla spada, trasformata coll’anima nel Dio Crocifisso. La prima donna nell’Eden vide il frutto della scienza, ne assaporò la dolcezza e addusse lutto e morte a tutto il genere umano. Maria sul Calvario vide il frutto della sua virginità sull’albero della Croce, ne assaporò l’amaritudine infinita e lo colse a salute. La Vergine bevve quaggiù all’onda del torrente come il suo Figlio. L’ombra del dolore oscurò quella fronte e quegli occhi, ove ora ride l’eternità del suo rapimento. Chi riconobbe i vestigi del pianto, di cui Ella versò larga onda nella sua solitudine? La benedetta ebbe il gemito di tortora, fu mesta e pianse quaggiù. Ora il gemito basta; Ella inizia il cantico di gloria che si eterna in Dio. L’inverno del Calvario passò: i fiori della primavera di gloria spuntano e il Verbo dice a Lei: “Veni e sarai coronata!”. E le fiamme del suo amore virgineo, ineffabile, s’incentrano in Dio ed Ella entra nell’estasi dell’immutabile pace. Maria, che aveva colto dalla ima radice della Croce i preziosi frutti, ora dalle piaghe del Figlio attinge la beatitudine infinita. E negl’inni festivi dell’Assunzione non si ricorderà il Golgota e non si solenneggeranno i dolori della Regina dei martiri? L’innocenza nel dolore fu una cosa nuova nell’universo e allo sguardo di Dio. L’umiltà nella grandezza fu un portento anco più nuovo, ed ecco come Dio ha coronato la sua bellissima innocente. Sono queste le meraviglie della redenzione e le segrete vie della sapienza divina.
Oremus
Oh! Maria! Anco nella gloria del Paradiso siete sempre la Regina dei miserabili redenti dal sangue dell’Agnello crocifisso. La memoria dei dolori e delle lacrime che effondeste quaggiù è sempre a Voi cara, e noi ricordiamo a Voi queste lacrime per aver dirittto alle commiserazioni del vostro cuore materno. Abbassate lo sguardo alla terra, ove si pecca e si piange; e, riportando le innamorate pupille a Dio, ricordategli che di questa immensa famiglia di infelici Voi siete la Madre! Colla mano che regge lo scettro dell’universo, o Signora degli Angioli e madre degli uomini, asciugate il nostro pianto.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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giovedì 9 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Quarto giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Quarto giorno
La maternità virginale glorificata1
La solennità dell’Assunzione può chiamarsi la festa della virginità maternizzata e glorificata. Iddio con la sua virtù onnipotente aveva preservato Maria dalla macchia, dala reato, dal fomite. Niente di scuro nel suo intelletto, niente d’insoave nel corpo che accennasse a corruttela e richiamasse alla terra. Tuttavia, la virginità dell’amore splendeva in Lei, perché Ella doveva concepire e partorire Dio nella carne.
Venne il fausto giorno e l’Arcangelo la salutò piena di grazia e le annunziò il mistero del Verbo che doveva umanarsi in lei e rendersi frutto delle sue viscere. Ed ecco l’Incarnazione. Dio Padre e Maria hanno un medesimo Figlio; Gesù è il medesimo termine sostanziale della loro virginale fecondità. La divina giustizia non consentì che la corruzione toccasse il corpo di lei, in che si ascose il Figlio di Dio fatto carne. La bellezza del verbo e gli ardori dello Spirito Santo doveano ammantarla nel giorno del suo trionfo e farle un diadema di chiarezza. Dio doveva versare a ondate la felicità nell’anima di Colei che fu Madre e nutrice dell’Unigenito suo. Poteva la Rosa in che il Verbo si fece carne vivere altrove che in Paradiso? Poteva non essere tutta intera lassù dove il divino Fiore, germinato da lei, splende ed olezza? Poteva la Seconda Eva, la verca madre dei viventi soggiornare altrove che nell’Eden eterno? E lassù vive di fatto, letificando i santi che sono la sua famiglia celeste, ma non dimentica noi che siamo la sua famiglia terrena.
Oremus
Oh! Immacolata Madre di Dio, voi abbellite col vostro sorriso l’eterna festa. Il vostro volto e il seno conservano le radiose impronte delle labbra e dei baci del Figliuolo di Dio. Ricordate a lui questi baci, mostrategli il seno delle vostre ineffabili misericordie e inteneritelo verso di noi miserabili e perduti. Vedete, o Madre, come i peccati e gli orogli ci fanno ribelli a Dio e alla sua legge e chiamano l’ira celeste sul nostro capo. Intercedete per noi, otteneteci il perdono, preparateci più mite il giudizio, educateci al cielo, ove possiamo vedervi e un giorno allo splendore del vostro volto bearci.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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mercoledì 8 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Terzo giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Terzo giorno
Ingresso di Maria nel cielo1
Risuscitata in anima e in corpo glorioso, Maria si trovò in braccio al Figlio divino, il quale la sollevò nell’aere, le fece varcare le nubi, le mostrò i mondi che sono il naturale suo dominio, la portò dentro al santuario celeste, la presentò al Padre, allo Spirito Santo, agli angioli, ai santi, ai patriarchi, ai profeti, ai parenti Giovacchino ed Anna, e a Giuseppe suo sposo. Maria s’inchinò piena di venustà e di amore alla Trinità eterna; pigliò possesso dell’Eden immortale; colse l’ultimo frutto di una sua vittoria e, ammantata di sole, ascese  il suo trono e cominciò a splendere quale iride di pace sul capo di noi mortali. Il trionfo di Maria ebbe tre istanti che la nostra fede non dovrebbe mai obliare. Il momento della sua concezione,il momento della sua immolazione, il momento della sua entrata in Cielo. Nell’istante del suo concepimento vinse il demonio, lo vinse sotto la Croce, lo vinse nell’Assunzione. Ella Immacolata, Ella Corredentrice, Ella assunta in corpo ed anima in Cielo. Maria è la mistica città dagli zaffiri e diasptri, è oro purissimo di bellezza, e la solo sua presenza fa ricco e bello il paradiso di Dio.
E’ proprio la Vergine dell’immenso: immensa la gloria del verginale corpo, immensa la gloria dell’anima, immensa l’unione di Lei con la Trinità, immenso l’amore di Lei per Gesù e di Gesù per Lei, immensa la tenerezza di Lei per noi che l’amiamo e invochiamo quaggiù.
Oremus
Oh! Maria, Iride dell’alleanza eterna, requie dei nostri affanni segreti, Voi riposate nel più alto del cielo, e sentite il gaudio di Dio penetrare nelle fibre del vostro essere umano glorificato. La vostra corona è l’eternità, la felicità il vostro vestimento; il vostro accento la dolcezza, il vostro sorriso la gioia degli eletti, i vostri abbracciamenti la sazietà di ogni bene.
In quel festino d’amore e di gloria non disdegnate chi rimane dietro a Voi, sospirando alle vostre verginali bellezze e correndo dietro l’odore dei vostri profumi.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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martedì 7 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Secondo giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Secondo giorno
Riscuscitamento del verginale corpo di Maria1.
Intanto che l’anima di Maria SS.ma esultava nel segreto gaudio di Dio e nella festa degli angeli, il corpo di Lei veniva avvolto in drappi e recato dagli Apostoli nel Getsemani, ove fu posto sotterra.
L’antica e veneranda tradizione della chiesa narra che intorno alla virginale salma e alla tomba, fu udita per tre giorni l’armonia di angelici canti. Al terzo dì Tommaso Apostolo, che non era stato presente al seppellimento della Vergine, volle andare con gli altri a venerare quel sacro corpo che era stato tabernacolo del Dio Vivente. Andarono, apersero il monumento ed ecco a grande stupore di tutti, non fu più trovato il corpo virgineo, ma solo apparsero nella tomba i drappi onde era stato involto e dai quali usciva un odore di paradiso. Allora gli Apostoli inclinati resero grazie a Dio e questo solo poterono pensare che colui al quale piacque di prender carne in Maria, la volle onorare prima dell’universale risorgimento..
Dalla coscienza degli Apostoli passò nella coscienza dei fedeli la cara e soave certezza che Gesù era venuto dal cielo con l’anima di sua madre già glorificata e le aveva comandato di rientrare nel corpo immacolato e di scuoterlo dal sonno della morte.
L’anima di Maria ripigliò il corpo. Da quell’anima traboccò la gloria nella carne, e la carne virginale fu in un attimo resa impassibile, agile, luminosa. Gesù portò in cielo un tesoro che era atteso dai celesti e ne doveva fare l’estasi ed accrescerne il gaudio.

Oremus
Vergine Madre di Dio, noi veneriamo il vostro transito, la vostra tomba. Ci mettiamo nel corteo degli apostoli, cantiamo inni con gli apostoli. Noi attacchiamo le nostre anime alla speranza che abbiamo in voi come ad un’ancora salda. Ma deh! Madre divina: reprimete le impetuosità delle malvage nostre affezioni, calmate i flutti che ci agitano, adducetene al porto delle volontà divine, ottenete a noi la beatitudine futura in presenza del Verbo incarnato che ci partoriste. Dalla vostra tomba venga la gioia, dal vostro sorriso la vita a noi. Possiamo regnare con voi lassù.
Amen.

Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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lunedì 6 agosto 2018

Poema sublime, tutto profuno e luce di santità verginale



La solennità dell’Assunta mi richiama alla mente ricordi personali, la scomparsa di grandi anime che la Beata Vergine ha voluto chiamare a sé proprio in questo giorno faustissimo, il preludio della gioia eterna del paradiso per chi avrà saputo perseverare nell’amore di Dio e nel santo servizio ai dolci Cuori di Gesù, Maria e Giuseppe.
Ogni anno cerco, a Dio piacendo, di prepararmi nel miglior modo possibile a questa data sublime, vestibolo di luce e di pace in un mondo ritornato pagano e in una chiesa che si sforza ogni dì nella sua componente umana e corruttibile di ripetere il satanico grido del crucifige eum, con gli scandali morali e disciplinari e soprattutto con il tradimento della sana dottrina e della via Lucis del docete omnes gentes, sostituita dall’anticristo indifferentismo misericordistico, a metà da un neoarinesimo d’accatto e un pelaginesimo da operetta.
Cosa fare? Pregare, pregare, pregare. Pregare colei che ha distrutto tutte le eresie, come ci ricorda il culto pubblico della Chiesa, nostra Madre.
Quest’anno ho pensato di prepararmi ala solennità del 15 agosto con una novena tratta dalle opere del beato mons Pio Alberto del Corona (5 luglio 1837- 15 agosto1912).
Si legge nella breve introduzione, curata dalle suore domenicane dello Spirito Santo: « La Vergine madre fu uno dei più forti e teneri amori di quell’anima tutta amore e tutta ardore di cielo. Ma in modo tutt’affatto speciale l’innamorò il mistero della sua Assunzione»1.
Ma come tutti i santi, mons. Pio non teneva per sé questi tesori di grazie e li riversava con amore paterno nei confronti delle sue figlie dilette. Da qui l’idea di attingere a questo pozzo di sapienza spirituale per redigere una novena in preparazione al 15 agosto, tutta intessuta di quei fili aurei che erano le meditazioni del padre fondatore.
«N’è risultato un poema sublime tutto profumo e luce di santità verginale»2. Ma siffatte figlie, degne di tanto eccelso Padre, hanno dato alle stampe il testo della novena, perché più anime possibile potessero: «cantare alla Madre di Dio con accenti meno indegni l’inno dell’amore»3.
Facendo nostro l’auspicio che chiude la pars prefato ria del prezioso libretto, speriamo con queste nostre pagine d’incitare quante più anime possibili a pregare la Madre santa per la riparazione dei peccati dei singoli e della società e per il Trionfo della Santa Religione Cattolico-Romana.
Dio e la sua Madre celeste ci benedicano tutti.
Francesco Baldini
Note:
[1]: Mons. Pio Del Corona, O.P., Novena in preparazione della festa della Assunzione, Firenze, Suore Domenicane dello Spirito Santo, s.i.d., p.5
[2]: ibidem, p.6
[3]: ibidem
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Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona

Primo giorno
La morte di Maria.
                Maria SS.ma dopo l’Ascensione del suo divino Figlio Gesù, restò lunghi anni nella Chiesa, fu magistero vivente di ogni virtù, assistè al Sacrifizio incruento, si comunicò per mano di s. Giovanni, consolò i poveri, benedisse i fanciulli, accese le vergini all’amore dello sposo celeste, tesoreggiò dovizie di meriti, languì d’ineffabile carità e infine ebbe intorno a sé gli Apostoli, li benedisse, si accomiatò da loro, e si addormentò nel bacio di Cristo.
                La benedetta Maria morì di una morte che non fu pena, perché Ella non era stata concepita nel peccato, ma sì di una morte che fu condizione della carne, come dice la Chiesa. Fu un vero transito, e potrebbe dirsi, come un’estasi d’amore.
                Bisognava, dice il Bossuet, per fare entrare Maria nella gloria, spogliarla della miserabile mortalità che è come una veste straniera, e l’amore la spogliò, facendola morire. Geù venne al fianco della sua Divina Madre, reclinata come un fiore sullo stelo, e ripagandola dell’assistenza che gli aveva fatto sotto la Croce, la pigliò a sé.
                Maria, dica san Giovanni Damasceno,  rese con gloria la sua anima a Gesù, il quale la portò seco in Cielo e la rivestì di gloria. E’ cosa che trascende la nostra immaginazione quel primo ingresso dell’anima di Maria nell’empireo, ove fu investita dal lume beatifico e glorificata inenarrabilmente dalla Trinità eterna di che ella era stata il talamo e il tempio. Quell’anima benedetta doveva per qualche tempo stare davanti a Dio senza il velo del corpo e vivere così quale spirito tra gli spiriti in grembo alla gloria. E niuno può pensare quel giubilo e quel trionfo dell’anima virginale della madre di Dio.
Oremus
Per Voi, Maria, ci furono dischiuse le porte del paradiso, per Voi che regina cogliete angelici trionfi. Pregate, o Maria, per noi, combattete il demonio per noi, guardateci dal cielo, difendeteci in vita, cuopriteci con le vostre ali in morte e dopo l’esilio mostrateci il dolce frutto del vostro seno, Gesù.
Amen.