domenica 17 novembre 2019

Novena della Medaglia Miracolosa


Da recitarsi dal 18 al 26 novembre, in preparazione della Festa della Medaglia Miracolosa. E, possibilmente, tutti i mesi dell’anno solare dall’1 al 9 del mese e dal 18 al 26 del mese. E in ogni necessità spirituale



Primo Giorno:
Prima apparizione della Madonna

        La notte tra il 18 e il 19 luglio 1830, la Madonna apparve per la prima volta a Santa Caterina Labouré. Giudata dall’Angelo custode fino alla cappella del suo convento, sentì come un fruscìo di vesti di seta provenire dalla parte della tribuna, e vide la Santissima Vergine che si posava sui gradini dell’altare dal lato dal Vangelo. «Ecco la Beatissima Vergine!», le disse l’Angelo. Allora la suora fece un salto verso la Madonna e, inginocchiandosi, appoggiò le sue mani sulle ginocchia di Maria. Fu quello il momento più dolce della sua vita.
        O Beatissima Vergine, mia Madre, guardate misericordiosamente la mia anima, ottenetemi uno spirito di preghiera che mi faccia sempre ricorrere a Voi. Ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Secondo giorno:
Protezione di Maria nei tempi di sventura

        «I tempi sono malvagi. Sciagura si abbatteranno sulla Francia; il Trono verrà rovesciato; il mondo intero verrà sconvolto da sventure di ogni genere (nel dir questo, la Beatissima Vergine aveva un’espressione molto addolorata). Ma venite ai piedi di questo altare; qui verranno diffuse grazie su tutti color, grandi e piccoli, che le chiederanno con fiducia e fervore. Verrà il momento in cui il pericolo sarà talmente grave, da far credere che tutto sia perdutoMa proprio allora io sarò con voi!».
        O Beatissima Vergine, mia Madre, nelle attuali desolazioni del mondo e della Chiesa, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Terzo giorno:
«La Croce verrà disprezzata…»

«Figlia mia, la Croce verrà disprezzata, la getteranno per terra, e allora scorrerà il sangue per le strade. Verrà nuovamente aperta la ferita nel costato di Nostro Signore. Ci saranno morti; il clero di Parigi avrà vittime; monsignore l’arcivescovo morirà (a questo punto la Beatissima Vergine quasi non riusciva più a parlare, il suo volto manifestava dolore). Tutto il mondo sarà nella tristezza. Ma abbiate fiducia!»
        O Beatissima Vergine, ottenetemi la grazia di vivere in unione con Voi, col Vostro Divin Figlio e con la Chiesa, in quest’ora cruciale della storia in cui l’intera umanità si sta schierando per Cristo o contro di Lui, in questo momento tragico come quello della Passione, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Quarto giorno:
Maria schiaccia la testa del serpente

        Il 27 novembre 1830, verso le ore 18, Santa Caterina Labouré pregava nella cappella, quando le apparve la Beatissima Vergine per la seconda volta. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo e il volto spendente. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi. Il viso era abbastanza scoperto. I piedi poggiavano sopra un mezzo globo. Col suo tallone, Ella schiacciava la testa del Serpente.
        O Beatissima Vergine, siate la mia protezione dagli attacchi del Nemico infernale, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Quinto giorno:
La Madonna col globo

        La Santissima Vergine apparve tenendo nelle mani un globo, che rappresentava tutto il mondo e ogni singola persona, che ella offre a Dio, implorandogli misericordia. Le sue dite si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le quale gettavano verso il basso raggi luminosi di varia intensità, che simboleggiavano le grazie diffuse dalla Madonna su coloro che le chiedono.
        O Beatissima Vergine, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Sesto giorno:
L’invocazione della Medaglia

        Durante la sesta apparizione, la Beatissima Vergine fece comprendere a Santa Caterina Labouré «quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che La pregano; quante grazie Ella prova nel concederle». Poi si formò attorno alla Madonna come una cornice ovale, sovrastata da una scritta in caratteri dorati che diceva: «O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi».
        O Beatissima Vergine, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi


Settimo giorno:
Manifestazione della Medaglia

        Allora si udì una voce che diceva: «Fai coniare una Medaglia su questo modello. Tutti coloro che la porteranno riceveranno grandi grazie, specialmente tenendola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia».
        O Beatissima Vergine, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Ottavo giorno:
I Sacri Cuori di Gesù e Maria

        Improvvisamente parve che l’immagine si voltasse ed apparve il rovescio della Medaglia. Vi era la lettera «M». iniziale del nome Maria, sormontata da una croce, con sotto raffigurati il Sacro Cuore di Gesù, fiammeggiante e incoronato di spine, e quello di Maria, trapassato da una Spada. L’insieme era circondato da una corona di dodici stelle, che ricordavano il passo dell’Apocalisse: «Una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e una corona di Dodici stelle sul capo» (Apoc XII,1)
        O Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al Vostro, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi

Nono giorno:
Maria, Regina del mondo
        Santa Caterina Labouré, confermando le profezie di San Luigi Maria Grignoin da Montfort, apostolo della Vandea, affermò che la Beatissima Vergine verrà proclamata Regina del mondo: «Oh, quanto sarà bello sentirsi dire: “Maria è la Regina del mondo e di ognuno in particolare!”. Sarà un tempo di pace, di gioia e di felicità che durerà a lungo; Ella verrà portata in trionfo da tutto il mondo!»
        O Cuore Immacolato di Maria, rendete il mio cuore simile al Vostro, ottenetemi le grazie che Vi domando e soprattutto ispiratemi a chiedervi quelle grazie che più volete donarmi.

Pater Noster, Ave Maria, Gloria Patri
O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi


Oremus

        O Beatissima Vergine, mia Madre, chiedete in mio nome al vostro Divin Figlio tutto ciò di cui la mia anima ha bisogno, per instaurare sulla terra il vostro Regno. Quello che vi domando soprattutto è il vostro trionfo in me e in tutte le anime, e l’instaurazione del vostro Regno nelle famiglie come in tutte le società e Nazioni sia pagane che apostateCosì sia.




martedì 14 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Nono giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Nono giorno
Maria, Regina dei santi. Avvocata e Madre degli uomini1.
A Maria Vergine incoronata, posta in trono con lo scettro e la porpora sfavillante, che è il suo corpo glorificato, applaude tutta la corte celeste. Acclamazioni festive e trionfali degli angioli e dei santi. Al nome di Lei, come al nome di Colui che è il frutto del suo seno, ogni ginocchio in cielo, in terra, nell’abisso s’incurva. Ella nello specchio dell’Increata essenza vede i nostri bisogni, i nostri pericoli,  e a Lei non fallisce del soccorrerci né la volontà, né il potere. Levata a tanta cima di gloria, Maria esercita un patrocinio in pro nostro presso il suo Figlio divino. Alle parole di grazia, ai sorrisi dell’Immacolata madre, Gesù effonde tesori di amore sopra i redenti. Di tutti i miserabili è avvocata Maria. La Trinità l’ha creata così bella e l’ha fatta così grande per noi. Un cuore di sorella, di Regina palpita in Cielo per noi. Ella fu creata per le delizie di Dio e per le necessità dell’uomo. Ella è potentissima e impera a tutto e volge ambe le chiavi del cuore di Dio. Ella è amatissima di noi e vuol farci il bene verace. Nei beati versa gioie; per noi prega e i nostri nomi, i nostri dolori legge nell’essenza eterna di Dio, che è il suo libro e il suo specchio. Ci aspetta e chiama lassù e fa cenno con mano a noi per animarci a correre. E’ una bellezza senza macchia che incanta, un’umiltà senza fondo che rapisce, una tenerezza senza limiti che ci fa piangere. Chi soffre ha bisogno di un appoggio, e niente di meglio che appoggiarsi ad una Vergine che ha braccia e cuore di Madre.
Se essa volesse cercare coi virginali occhi la base sopra cui sorge l’edificio della sua gloria, gli angeli le additerebbero quaggiù, in fondo alla valle del pianto, la nostra miseria. Ella, dunque, non può obliare questo fondo di tenebre nel giardino del suo trionfo.

Oremus
O Vergine benedetta, Voi siete diventata per gli Angioli una gioia cui la parola non può esprimere; pei patriarchi una dilettazione eterna; pei giusti un’allegria ineffabile; per i profeti un tripudio; pel mondo intiero una benedizione.
Sublime donna, vi diremo col santo vescovo Ildeberto, il Cielo per la vostra mediazioni s’inchina verso la terra; la vostra bellezza fa impallidire i raggi dell’angelica luce; tutta la corte dei celesti volge i suoi sguardi verso di Voi.
Oh! Maria, stelle maris, bianca turris eburnea, speculum paradisi, sorgente di misericordia, principio di vita, O Bellissima e Santissima Vergine addio! Scala benedetta del Cielo, mistico incensiere, tesoro dei divini profumi,  o Madre e Regina dolcissima e clementissima addio!
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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lunedì 13 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Ottavo giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Ottavo giorno
Maria incoronata dalla SS.ma Trinità1

Celebriamo la grandezza della gloria di Maria incoronata della SS.ma Trinità, e ai raggi della sua virginale bellezza scaldiamoci.
Maria fu perfetta glorificatrice della Trinità: il Padre per lei ebbe potestà sul Verbo incarnato; il Figlio per la carne che assunse in lei conquistò la gloria di Redentore; lo Spirito Santo in lei fu fecondo e produsse l’umanità di Cristo e la Chiesa. Glorificatrice delle tre divine persone, Maria doveva essere da esse glorificata. Il Padre la incoronò col diadema della potenza sì che Ella potesse fare quanto le fosse in grado. Il Verbo la incoronò col diadema della Sapienza sì che Ella penetrasse i segreti della divinità e del governamento dell’universo. Lo Spirito santo la incoronò col diadema della misericordia sì che Ella avesse viscere di dolce e maternale pietà. Questa effusione di potenza, di sapienza, di misericordia, fatta in Lei dalle tre divine persone è il suo incoronamento glorioso. Dio fece l’estremo della possanza per esaltare Maria. Nelle profondità di quell’anima santissima che conobbe e amò quanto una creatura schietta poteva, la Trinità diffuse le sue chiarezze e ricambiata d’immacolato amore trovò sovrane delizie. La Vergine fu paradiso di Dio uno e trino, e la Trinità volle tutta intera incoronarla nel Cielo dei cieli, e convolgerla nel limpido cerchio dell’essenza infinita. Chi può fissare lo sguardo nella beatifica luce nella quale s’immerge immedesimata com’è al Dio tre volte santo? Nell’abbracciamento del Verbo quasi sparisce, assorbita nel lume in circoscritto, e la persona di lei si avvolger nella veste di sole. Le dodici stelle che incoronano il virginale capo rappresentano le chiarezze e gli attributi di Dio, che si riflettono nell’anima e nel corpo virginale. La Trinità diede a Lei il suo bacio eterno e la elevò sul suo stesso trono. E noi prostrati ai gradini del trono della divina Signora, diciamole con san Bernardo
Oremus
O Vergine Santa, nel miglior modo che abbiamo potuto noi vi abbiamo accompagnata coi nostri voti nella vostra Assunzione e vi abbiamo seguita almeno da lungi. Ottenete con le vostre preghiere il perdono ai colpevoli, la guarigione ai malati, la forza ai deboli, la consolazione ai tribolati, il soccorso ai vacillanti, a tutti la salute. E i vostri poveri servi che invocano con lode il vostri nome così dolce di Maria, risentano per Voi, clemente Regina, le copie abbondanti delle grazie di Gesù Cristo, vostro Figlio, che è Dio benedetto nei secoli.
Amen.

Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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domenica 12 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Settimo giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Settimo giorno1
Maria esaltata su tutti gli angelici Cori

La santa genitrice di Dio è stata esaltata sopra tutti i cori degli Angeli, nel regno celeste. Rallegriamoci colgi angelic, benediciamo il Signore. Maria inferiore agli angeli per natura li vinse per la dignità e per la grazia. Ella fu così santa, e nel corpo corruttibile operò così perfettamente che gittò nello stupore la natura angelica, e fu più bella che tutto l’esercito degli Angioli. I Cherubini non adeguano gli splendori della sapienza che il Verbo effuse nella sua Madre; i Serafini non hanno ardori che pareggiano gli ardori che lo Spirito santo accese nel cuore della sua Sposa; i Troni non sono così posseduti dall’eterna Divinità come Ella ne è posseduta; né le Dominazioni, né le Podestà hanno tanto glorioso impero sulla creazione e sui maligni spiriti, quanto ne ha la Vergine che è Madre del creatore. La purità, l’umiltà, il fervore di tutti gli Angioli non si agguagliano alla virignità di Maria, così umile che colmò nell’abissarsi il vuoto lasciato da tutte le creature; così fervida che parve una fiamma struggentesi in olocausto d’ineffabile amore. Su tutti i cieli, su tutti gli angioli, culla cima dell’empireo Maria in corpo e in anima vive, splende, fiorisce. E’ nella gioventù, cioè nello splendore della conoscenza, nel fiore della bellezza, nella freschezza delle forze. Dio col guardarla sempre le manda fulgori eterni ed Ella è come il sorriso dell’increata bellezza. La luce della tre divine persone sgorga nell’anima di Maria e si effonde nel virginale corpo e lo ammanta d’incorruzione. Quindi, la chiarezza trascendente che veste la Vergine e la rende come un sole. Nel volto di lei il Dio onnipotente s’imprime col suo splendore e lasciandola nel dolce sentimento di creatura, la fa un altro sé per la gloria. Bellezza creata, ma rapitrice del Creatore, che baciandola le s’infonde tutto e la fa radiosa della sua luce e vivente della sua vita. Chi può levarsi lassù e parlare delle magnificenze onde seppe un Dio onorare la Vergine sortita ad essergli madre? E’ festa più da angioli cha da uomini, e noi, levando i nostri sguardi ammirati e innamorati alla Vergine così piena di venustà e di bellezza, cerchiamo d’intenerirla.
Oremus
Oh! Maria la vostra bellezza fa impallidire i raggi dell’angelica luce. Tutta la corte celeste volge i suoi sguardi verso di Voi. Gli Angioli di tutte le gerarchie inneggiano e lodano Iddio che vi elevò a tanta altezza. Il loro canto di eco in eco giunge fino alla terra, ma indebolito, e noi restianmo mesti e piangenti, gridando a Voi. Non ci rimane altra speranza, altro rifugio, che Voi. Il nostro cuore si attacca al lembo della veste di sole che vi ammanta per implorare pietà e chiedervi grazia, misericordia e perdono.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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sabato 11 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Sesto giorno

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Sesto giorno
L’umiltà nella gloria1

Perché Maria fu assunta al Cielo? Ella si era tanto umiliata e Dio la esaltò. E’ fatta Madre di Dio e si chiama ancella. Non è debitrice al dolore e alla morte e patisce e muore. Bisognava insediare Maria sul trono della gloria e questo fece l’umiltà. L’umiltà spogliò Maria di tutti i suoi vantaggi nel mondo, le fece coprire la sua dignità coll’ombra di serva. L’umiltà le fece coprire la sua purità incomparabile con le apparenze del peccato, si mescolò al volgo dei peccatori, purificandosi nel Tempio. L’umiltà le fece sostenere la perdita di Gesù che, tornando a Dio, lasciò san Giovanni in suo luogo. L’umiltà avea spogliato dei suoi vantaggi e pregi Maria e l’umiltà fu quella che l’ammantò di splendori.
Era l’umile amore immacolato che dalla terra si alzava al cielo per ritrovare la eternale sua fonte, l’eterno suo focolare. La più umile delle creature fu elevata al sommo dei cieli e insediata sul trono stesso di Dio. E’ una polvere che glorificò Dio sulla terra e ora lo glorifica in cielo. E’ l’amore più puro e più umile che s’inabissa di tutta forza nel suo nulla per non essere ingrato all’onnipotente che la sortì a tanta altezza.
Gesù le venne incontro, riprese i suoi diritti e la presentò agli sguardi e all’ammirazione degli immortali. “Ecco! – disse Gesù all’adorabile Padre suo-; ecco Colei che ebbe comune con Voi la fecondità virginale e formò la carne che io presi in terra; Ecco – disse allo Spirito santo- Colei che nell’alito del Vostro bacio per estasi mi concepì e mi effuse al mondo. Pura come il raggio del sole è la mia Madre; puro ineffabilmente è il suo seno, e simile al seno, ove nacqui ab aeterno negli splendori dei santi. E nel dire così Gesù la convolse nel cerchio immenso della felicità celestiale.
Oremus
Oh! Maria cantate ora nel cielo il Magnificat dell’Assunzione, che è proprio il cantico della vostra umiltà glorificata. Il vostro spirito esulti nel Dio Salvatore, poiché Voi siete stata salvata per eccellenza, cioè affrancata dal male, colmata di beni, esaltata, beatificata. L’anima vostra trabocchi nel giubilo e solennizzi la grandezza di Dio che ha riguardato la bassezza della sua ancella. Noi vi chiamiamo beata e restiamo attoniti e mesti, davanti all’umile amore del suo trionfo. Guardateci, o benedetta, e ottenete a noi l’umiltà che ci attiri la grazia nel tempo e ci incoroni nel cielo.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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venerdì 10 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Quinto giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Quinto giorno
Maria coglie per prima l’ultimo frutto della Redenzione

Maria SS.ma aveva concepito il figlio di Dio per estasi e di Spirito Santo. Aveva formato della sostanza sua il redentore; era stata pietosa corredentrice e doveva cogliere della Redenzione l’ultimo frutto. Maria stette presso la Croce, mirò lo strazio e sentì lo spasimo delle piaghe adorate. Fu trafitta dalla spada, trasformata coll’anima nel Dio Crocifisso. La prima donna nell’Eden vide il frutto della scienza, ne assaporò la dolcezza e addusse lutto e morte a tutto il genere umano. Maria sul Calvario vide il frutto della sua virginità sull’albero della Croce, ne assaporò l’amaritudine infinita e lo colse a salute. La Vergine bevve quaggiù all’onda del torrente come il suo Figlio. L’ombra del dolore oscurò quella fronte e quegli occhi, ove ora ride l’eternità del suo rapimento. Chi riconobbe i vestigi del pianto, di cui Ella versò larga onda nella sua solitudine? La benedetta ebbe il gemito di tortora, fu mesta e pianse quaggiù. Ora il gemito basta; Ella inizia il cantico di gloria che si eterna in Dio. L’inverno del Calvario passò: i fiori della primavera di gloria spuntano e il Verbo dice a Lei: “Veni e sarai coronata!”. E le fiamme del suo amore virgineo, ineffabile, s’incentrano in Dio ed Ella entra nell’estasi dell’immutabile pace. Maria, che aveva colto dalla ima radice della Croce i preziosi frutti, ora dalle piaghe del Figlio attinge la beatitudine infinita. E negl’inni festivi dell’Assunzione non si ricorderà il Golgota e non si solenneggeranno i dolori della Regina dei martiri? L’innocenza nel dolore fu una cosa nuova nell’universo e allo sguardo di Dio. L’umiltà nella grandezza fu un portento anco più nuovo, ed ecco come Dio ha coronato la sua bellissima innocente. Sono queste le meraviglie della redenzione e le segrete vie della sapienza divina.
Oremus
Oh! Maria! Anco nella gloria del Paradiso siete sempre la Regina dei miserabili redenti dal sangue dell’Agnello crocifisso. La memoria dei dolori e delle lacrime che effondeste quaggiù è sempre a Voi cara, e noi ricordiamo a Voi queste lacrime per aver dirittto alle commiserazioni del vostro cuore materno. Abbassate lo sguardo alla terra, ove si pecca e si piange; e, riportando le innamorate pupille a Dio, ricordategli che di questa immensa famiglia di infelici Voi siete la Madre! Colla mano che regge lo scettro dell’universo, o Signora degli Angioli e madre degli uomini, asciugate il nostro pianto.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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giovedì 9 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Quarto giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Quarto giorno
La maternità virginale glorificata1
La solennità dell’Assunzione può chiamarsi la festa della virginità maternizzata e glorificata. Iddio con la sua virtù onnipotente aveva preservato Maria dalla macchia, dala reato, dal fomite. Niente di scuro nel suo intelletto, niente d’insoave nel corpo che accennasse a corruttela e richiamasse alla terra. Tuttavia, la virginità dell’amore splendeva in Lei, perché Ella doveva concepire e partorire Dio nella carne.
Venne il fausto giorno e l’Arcangelo la salutò piena di grazia e le annunziò il mistero del Verbo che doveva umanarsi in lei e rendersi frutto delle sue viscere. Ed ecco l’Incarnazione. Dio Padre e Maria hanno un medesimo Figlio; Gesù è il medesimo termine sostanziale della loro virginale fecondità. La divina giustizia non consentì che la corruzione toccasse il corpo di lei, in che si ascose il Figlio di Dio fatto carne. La bellezza del verbo e gli ardori dello Spirito Santo doveano ammantarla nel giorno del suo trionfo e farle un diadema di chiarezza. Dio doveva versare a ondate la felicità nell’anima di Colei che fu Madre e nutrice dell’Unigenito suo. Poteva la Rosa in che il Verbo si fece carne vivere altrove che in Paradiso? Poteva non essere tutta intera lassù dove il divino Fiore, germinato da lei, splende ed olezza? Poteva la Seconda Eva, la verca madre dei viventi soggiornare altrove che nell’Eden eterno? E lassù vive di fatto, letificando i santi che sono la sua famiglia celeste, ma non dimentica noi che siamo la sua famiglia terrena.
Oremus
Oh! Immacolata Madre di Dio, voi abbellite col vostro sorriso l’eterna festa. Il vostro volto e il seno conservano le radiose impronte delle labbra e dei baci del Figliuolo di Dio. Ricordate a lui questi baci, mostrategli il seno delle vostre ineffabili misericordie e inteneritelo verso di noi miserabili e perduti. Vedete, o Madre, come i peccati e gli orogli ci fanno ribelli a Dio e alla sua legge e chiamano l’ira celeste sul nostro capo. Intercedete per noi, otteneteci il perdono, preparateci più mite il giudizio, educateci al cielo, ove possiamo vedervi e un giorno allo splendore del vostro volto bearci.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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