venerdì 10 agosto 2018

Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M. Quinto giorno


Novena in preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
 Quinto giorno
Maria coglie per prima l’ultimo frutto della Redenzione

Maria SS.ma aveva concepito il figlio di Dio per estasi e di Spirito Santo. Aveva formato della sostanza sua il redentore; era stata pietosa corredentrice e doveva cogliere della Redenzione l’ultimo frutto. Maria stette presso la Croce, mirò lo strazio e sentì lo spasimo delle piaghe adorate. Fu trafitta dalla spada, trasformata coll’anima nel Dio Crocifisso. La prima donna nell’Eden vide il frutto della scienza, ne assaporò la dolcezza e addusse lutto e morte a tutto il genere umano. Maria sul Calvario vide il frutto della sua virginità sull’albero della Croce, ne assaporò l’amaritudine infinita e lo colse a salute. La Vergine bevve quaggiù all’onda del torrente come il suo Figlio. L’ombra del dolore oscurò quella fronte e quegli occhi, ove ora ride l’eternità del suo rapimento. Chi riconobbe i vestigi del pianto, di cui Ella versò larga onda nella sua solitudine? La benedetta ebbe il gemito di tortora, fu mesta e pianse quaggiù. Ora il gemito basta; Ella inizia il cantico di gloria che si eterna in Dio. L’inverno del Calvario passò: i fiori della primavera di gloria spuntano e il Verbo dice a Lei: “Veni e sarai coronata!”. E le fiamme del suo amore virgineo, ineffabile, s’incentrano in Dio ed Ella entra nell’estasi dell’immutabile pace. Maria, che aveva colto dalla ima radice della Croce i preziosi frutti, ora dalle piaghe del Figlio attinge la beatitudine infinita. E negl’inni festivi dell’Assunzione non si ricorderà il Golgota e non si solenneggeranno i dolori della Regina dei martiri? L’innocenza nel dolore fu una cosa nuova nell’universo e allo sguardo di Dio. L’umiltà nella grandezza fu un portento anco più nuovo, ed ecco come Dio ha coronato la sua bellissima innocente. Sono queste le meraviglie della redenzione e le segrete vie della sapienza divina.
Oremus
Oh! Maria! Anco nella gloria del Paradiso siete sempre la Regina dei miserabili redenti dal sangue dell’Agnello crocifisso. La memoria dei dolori e delle lacrime che effondeste quaggiù è sempre a Voi cara, e noi ricordiamo a Voi queste lacrime per aver dirittto alle commiserazioni del vostro cuore materno. Abbassate lo sguardo alla terra, ove si pecca e si piange; e, riportando le innamorate pupille a Dio, ricordategli che di questa immensa famiglia di infelici Voi siete la Madre! Colla mano che regge lo scettro dell’universo, o Signora degli Angioli e madre degli uomini, asciugate il nostro pianto.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di santità verginale, in «Nihil volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)

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