Novena in
preparazione alla solennità dell’Assunzione della B.V.M.
Secondo le
meditazioni del Beato mons. Pio Alberto del Corona
Settimo giorno1
Maria
esaltata su tutti gli angelici Cori
La santa genitrice di Dio è stata esaltata sopra tutti i
cori degli Angeli, nel regno celeste. Rallegriamoci colgi angelic, benediciamo
il Signore. Maria inferiore agli angeli per natura li vinse per la dignità e
per la grazia. Ella fu così santa, e nel corpo corruttibile operò così
perfettamente che gittò nello stupore la natura angelica, e fu più bella che
tutto l’esercito degli Angioli. I Cherubini non adeguano gli splendori della
sapienza che il Verbo effuse nella sua Madre; i Serafini non hanno ardori che
pareggiano gli ardori che lo Spirito santo accese nel cuore della sua Sposa; i
Troni non sono così posseduti dall’eterna Divinità come Ella ne è posseduta; né
le Dominazioni, né le Podestà hanno tanto glorioso impero sulla creazione e sui
maligni spiriti, quanto ne ha la Vergine che è Madre del creatore. La purità,
l’umiltà, il fervore di tutti gli Angioli non si agguagliano alla virignità di
Maria, così umile che colmò nell’abissarsi il vuoto lasciato da tutte le
creature; così fervida che parve una fiamma struggentesi in olocausto
d’ineffabile amore. Su tutti i cieli, su tutti gli angioli, culla cima
dell’empireo Maria in corpo e in anima vive, splende, fiorisce. E’ nella
gioventù, cioè nello splendore della conoscenza, nel fiore della bellezza, nella
freschezza delle forze. Dio col guardarla sempre le manda fulgori eterni ed
Ella è come il sorriso dell’increata bellezza. La luce della tre divine persone
sgorga nell’anima di Maria e si effonde nel virginale corpo e lo ammanta
d’incorruzione. Quindi, la chiarezza trascendente che veste la Vergine e la
rende come un sole. Nel volto di lei il Dio onnipotente s’imprime col suo
splendore e lasciandola nel dolce sentimento di creatura, la fa un altro sé per
la gloria. Bellezza creata, ma rapitrice del Creatore, che baciandola le
s’infonde tutto e la fa radiosa della sua luce e vivente della sua vita. Chi
può levarsi lassù e parlare delle magnificenze onde seppe un Dio onorare la
Vergine sortita ad essergli madre? E’ festa più da angioli cha da uomini, e
noi, levando i nostri sguardi ammirati e innamorati alla Vergine così piena di
venustà e di bellezza, cerchiamo d’intenerirla.
Oremus
Oh! Maria la vostra bellezza fa impallidire i raggi
dell’angelica luce. Tutta la corte celeste volge i suoi sguardi verso di Voi.
Gli Angioli di tutte le gerarchie inneggiano e lodano Iddio che vi elevò a
tanta altezza. Il loro canto di eco in eco giunge fino alla terra, ma
indebolito, e noi restianmo mesti e piangenti, gridando a Voi. Non ci rimane
altra speranza, altro rifugio, che Voi. Il nostro cuore si attacca al lembo
della veste di sole che vi ammanta per implorare pietà e chiedervi grazia,
misericordia e perdono.
Amen.
Note:
[1]: Per l’introduzione alla novena cfr: F. Baldini, Poema sublime, tutto profumo e luce di
santità verginale, in «Nihil
volitur quin praecognitum», 6 agosto 2018 (https://nihilvolitur.blogspot.com/2018/08/poema-sublime-tutto-profuno-e-luce.html)
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