giovedì 31 maggio 2018

La Santa Schiavitù d’Amore di Gesù in Maria. III Pars Con Maria, in Maria e per Maria


Dopo aver chiarito il termine schiavitù all’interno della devotio mariana montfortiana e dopo aver ribadito lo scopo specifico di suddetta devozione, anche in ragione dei tempi odierni e della buona battaglia controrivoluzionaria, iniziamo ad indagare in cosa consiste e come vivere al meglio la santa Schiavitù d’amore in Gesù per Maria.
Cosa consacriamo a Gesù per Maria, quando ci rendiamo tutti di questi due sublimi amori? In primo tutto il nostro corpo con i suoi sensi; poi l’anima tutta con le sue facoltà; i beni temporali che useremo sub specie aeternitatis e quelli spirituali, il cui valore offriremo a Maria SS.ma ad maiorem Dei gloriam.
Ma perché consacrarsi a Maria come suo schiavo in questo modo? Per imitare anzitutto la sublime sottomissione di Gesù nei trent’anni della sua vita nascosta; poi per riconoscere solennemente i diritti di Maria quale Madre di Dio su di noi e sul creato; e in ultimo per ricevere l’abbondanza di grazie, di cui Maria è tesoriera e che riverserà su di noi, qualora ci sottomettiamo totalmente alla sua volontà.
Per questo, una volta effettuata la solenne consacrazione, dopo una preparazione di almeno trenta giorni1 , occorre vivere pienamente e totalmente la Santa Schiavitù d’amore.  Non bisogna fare altro che agire. Ma come?
Agire per mezzo di Maria, vale a dire non fidarsi di sé e dei propri meriti, ma tutto offrire a Lei perché ci conduca a Gesù.
Agire con Maria, ossia alla sua augusta presenza, e assumerla quale modello da imitare in tutto.
Agire in Maria, cioè unirsi alle sue disposizioni, non cercare altro tesoro spirituale se non Lei sola e farci sempre guidare in tutto da Lei.
Agire per Maria, che significa se non compiere ogni azione per la gloria di Maria, per suo amore, per ottemperare ai suoi santi disegni, che poi non sono altro che quelli di Dio stesso.
Ma prima di arrivare ad una vita tutta con Maria, il vero devoto deve approntare una strada ardua, ma percorribile, se ha fede, devozione e amore a Maria. Tale piccola via, alla quale abbiamo già accennato2, trova nella solenne Consacrazione a Gesù per Maria, con tanto di formula eucologica, composta dallo stesso san Luigi, il suo passaggio obbligato. Ma prima di ciò, il penitente deve affrontare un cammino preparatorio di almeno trenta giorni3, culminante nella consacrazione stessa.  Ogni giorno è buono per fare la consacrazione? Certamente sì, ma di solito si consiglia qualche festa solenne. Tra i montfortologi ci sono varie scelte di date, ma prevalgono feste ovviamente mariane. Chi scrive, invece, pur non escludendo date di solennità mariane, non disdegna pure altre feste dal forte significato spirituale, come il 28 aprile, memoria di San Luigi da Montfort o il 27 dicembre, festa di san Giovanni evangelista4.
Cosa solennizza il giorno della consacrazione oltre la recita solenne della formula consacratoria? Sentiamo san Luigi nel Tractatus: «Sarà bene che in tale giorno paghino qualche tributo a Gesù Cristo e alla sua santa Madre, sia in penitenza della passata infedeltà ai voti del Battesimo, sia per professare la loro dipendenza dal dominio di Gesù e di Maria. E questo tributo sarà secondo la devozione e la capacità di ciascuno, o un digiuno, o una mortificazione o un’elemosina o un cero. Quand’anche offrissero soltanto uno spillo, ma di buon cuore, tanto basterebbe a Gesù che guarda solo la buona volontà» (Tractatus VIII,232).
Alle tipologie di tributo qui sopra esposte dal santo c’è chi ha aggiunto l’offerta di libri santi e devoti per la salvezza delle anime oppure – come chi scrive- usare  i social media o similia per diffondere la devozione della Santa Schiavitù d’amore, mezzo potente di combattimento e strumento di salvezza in questi tempi burrascosi.
Continua.
Francesco Baldini


Note:
[1] Sulle modalità e sulla strutturazione di suddetta preparazione avremo modo di tornarci in dettaglio più avanti
[3] Alcuni riducono il cammino di trenta giorni a soli dieci per coloro che già conoscono la santa Devizione del Montfort o si sono già solennemente consacrati. Chi scrive, tuttavia, ritiene utile per tutti, anche il presenza delle numerose rinnovazioni della Consacrazione, di adottare lo schema dei trenta giorni, perché spiritualmente più proficuo.

[4] Chi scrive, si consacrò proprio in data 27 dicembre di ormai qualche anno fa e la consiglia, non solo perché collegata al culto a Sacro Cuore di Gesù e alle rivelazioni di Paray Le-Monial, ma pure perché l’inizio della preparazione avverrebbe il 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, sacramentale per unito alla spiritualità montfortiana ed altra potente arma di battaglia spirituale
.
© Riproduzione riservata



Nessun commento:

Posta un commento